Sono il visitatore numero:

lunedì 4 aprile 2011

Come può uno scoglio arginare il mare?


Un sorriso gratuito, una canzone azzeccata, un attimo per me, ecco come sto imparando a rendermi migliori le cose, soprattutto quando cominci la settimana con solamente un paio di ore di sonno sulle spalle. Fare qualcosa per make it better, così.
Notte insonne quella che mi ha acompagnato alle porte della prima completa settimana d'aprile. Forse un paio d'ore di sonno, ma arrivo comunque da un weekend in cui nel dormire non mi sono certamente tirato indietro, più di 12 ore a notte. Sarà per questo, o per quello che ho detto sopra, che comunque sia non sto sentendo la stanchezza.

Voi donne siete fatte così, di tarda serata pugili feroci che ti mettono alle corde solo con lo sguardo, mentre di giorno siete (la maggior parte di voi perlomeno) l'avversario più prevedibile che si possa incontrare sul ring. Provocazione né? Ma diciamo di si.

'sto lunedì è di quelli che non sanno di niente eppure dicono tanto. Il vento va e viene, folate che portano odore di mare. Il sole c'è, eppure ogni tanto ama nascondersi dietro qualche nuvoletta messa lì solo come coreografia teatrale, superflua però.
Ascoltare Battisti è medicina, che voce. Non uno di quelli che senti per ore e ore di fila, ma è un artista che non deve mai mancare nel mio ipod. Colma i silenzi. Silenzi che a volte però vanno lasciati così come sono. A proposito, sapete quanto è grande la differenza il non parlare e lo stare in silenzio? Il non parlare è paura, il silenzio è melodia da ascoltare. Puoi costruire o disfare tutto restando in silenzio, e spezzarlo è pura profanazione. Silenzio che a volte ti spacca i timpani da quanto è forte, magia ed amblema di tutto.
Credo che abbia imparato così ad uscirmene da ogni tipo di situazione scomoda, a cavare il buono anche quando non ce n'è, a vedere la luce alla fine. Sicuro, sicuro che l'ho imparato davvero e di ciò ne vado fiero.
Nasce poi il sorriso, perchè non solo sei più bella quando lo fai, rendi anche più bello il mondo. Lo colori, senza bisogno di tinte particolari ne tiri fuori il meglio.

Aprile, tra una decina di giorni rivedrò la mia famiglia. La rivedrò, dopo otto mesi belli/brutti, brillanti/bui, interminabili/troppo veloci. Li rivedrò e non sto nella pelle per farlo, mi ripeto. In 18 anni il loro amore era diventato talmente uniforme che quasi lo davo per scontato. Essergli lontano ha insegnato a me, e forse anche a loro, ad apprezzarlo di più. Più di quanto già enormemente lo facessi, ma ora tutto è più.

Pensieri, parole, complicità e semplicità. Come può uno scoglio arginare il mare?

Matteo.