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giovedì 7 aprile 2011

Gocce.

[trascrizioni da carta&penna]

L'assenza diminuisce le passioni mediocri e aumenta quelle grandi, come il vento spegne le candele e alimenta l'incendio."
                                                                                             François de La Rochefoucauld


Trenta metri sopra il mondo. Ecco come definire il luogo trovato “per caso” in cui mi trovo adesso, uno strano altipiano che, alla sua estremità, dà a picco sull'Oceano. Sotto di me onde stanche vanno e vengono, sbattono sulla parete rocciosa che le sopporta con il suo rigore, paziente come un'anziana signora che di ascoltare le solite storie di un bambino non si stanca mai, o se lo fa lo sa nascondere bene. Sciaff!  Chissà quanto tollerante dev'essere per sopportare migliaia di volte ogni giorno questi rumorosi schiaffi. Lei rimane lì, intatta, senza fare una piega, però invecchia giorno dopo giorno e i solchi che l'attraversano senza una direzione precisa sono come rughe sul viso di una donna che non smette mai nonostante gli anni di perdere il suo fascino.

Io sono qui seduto sulla cima, in silenzio ad ascoltare la natura, posato su fili d'erba ormai rassegnati alla forma curva che ha donato loro la forza di un vento costante, che soffia e, ora, graffia la mia pelle. Qui è il rifugio dove i miei sogni e le mie speranze amano guardarsi nell'orizzonte, ed in quell'enorme specchio d'acqua rispecchiarsi ed ammirare il loro riflesso, come fa il sole ora con i suoi ultimi stanchi raggi della giornata.
Quant'è grande questo mare, quante gocce d'acqua nuotano al suo interno. Chissà dove andranno a finire, chissà quanti luoghi incontaminati hanno potuto ammirare, chissà da quali correnti si sono lasciate trasportare, chissà se il vento le abbia mai sollevate.
Noi siamo come una di loro, goccia che a volte si aggrega alle altre per farsi portare in luoghi ancora a lei sconosciuti, ma che a volte azzarda la strada solitaria per cambiare obbiettivo, e provare a rincorrere i suoi bizzarri sogni di libertà. Sa che da sola è praticamente il nulla, nel mezzo di questa immensità. Ma da sola, perlomeno, prova a costruirsi la sua storia, prova a scriversi da sola un destino senza che siano i fatti e le correnti a deciderlo per lei.


Per giungere sin qui ho camminato sulla sabbia bagnata; dall'alto posso ancora scorgere le mie orme su di essa, e so che prima o poi saranno le onde oppure il vento che sposta il mondo, a portarle via. Nello stesso modo in cui il tempo cancella gran parte dei “passi” che nei giorni passati ci hanno portato sino a dove siamo oggi.
Penso ad ogni strada che ho percorso, penso ad ogni secondo in cui ho esitato, penso ad ogni errore che ho commesso, penso ad ogni volta che ad un bivio ho dovuto fare una scelta, penso a tutte le volte in cui “ho allungato la strada”. Penso, ma so che ogni passo mi ha portato qui. Ogni passo mi ha guidato verso di te.

Ho un sogno, quello di portare qui mio nonno e di svelare a lui il mio luogo segreto. A lui, l'unico vero capitano di una nave nella quale non mi stancherò mai di navigare. Vorrei ammirare i suoi occhi illuminarsi davanti a questa meraviglia, occhi che in una vita di fatiche e sacrifici hanno visto tanto quanto io non possa nemmeno lontanamente immaginare. Voglio fargli respirare questa libertà.

Cosa siamo davanti a questo incanto? Forse niente, ma nel nostro piccolo, come gocce d'acqua, possiamo provare a diventare qualcosa.
Matteo.