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lunedì 22 novembre 2010

Il tempo va.

Il cielo, così infinito, non è abbastanza grande da contenere tutti i nostri sogni. Sogni lontani, puntini come le stelle. Un immenso pieno di piccoli traguardi, che un giorno, stai sicuro, li raggiungeremo. A noi non resta che alzare la testa e guardare, senza porci limiti, quello che questo magico orizzonte ci riserverà. Noi, microscopici, in confronto all'esigenza delle nostre pretese.

Sono ormai ad un terzo della mia esperienza straniera. Come vola il tempo. Tempo che sa trasformarsi da tuo migliore amico al più grande dei bastardi. Tempo che va, inesorabilmente sempre allo stesso modo, ma che mai riusciamo a percepire come tale.
Le giornate corrono per poi non tornare più, per lasciarci qualcosa di nuovo, che però non sempre siamo disposti ad accettare. Ci portano occasioni, occasioni di cui capiamo l'importanza quando svaniscono, e se ne vanno via, trasportate lontano dall'inesorabile “susseguirsi dei fatti”.


Il trovare finalmente un adatto metro, i giusti equilibri per poter stare in piedi, mi aiutano ad essere finalmente quello che sono. L'avevo scritto quando in realtà non lo ero ancora, ma finalmente posso ammettere che è sempre il solito Teo.



Le case iniziano chiudersi, e dentro le mura ci si prepara già per il domani. Una nuova giornata che ci porrà, come di consueto, tutte le sue domande. Seduti ad aspettare il nostro turno ci metteremo, come sempre, in gioco.

Matteo.



ll futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni.”
                                                                                          (Eleanor Roosevelt)