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sabato 25 dicembre 2010

C'è il Natale anche qui.

Di questo Natale diverso, ricco di nuovi perchè, mi restano soltanto le briciole. Sono quelle briciole che raccogli con minuziosità dalla tovaglia del tavolo dopo un giorno di festa, per sistemare tutto e reinserirsi nell'ordinaria vita.

In Norvegia, patria di protestanti, il Natale si festeggia il 24. L'atmosfera è quella di tutti i Natali del mondo, magica e diversa. Passare questo giorno lontano dalla famiglia che mi ha visto crescere, lontano dalle persone che mi sono state accanto per una vita, doveva essere qualcosa di particolare. E così è stato. Attenzione, non fraintendete le mie parole: ho detto particolare, e ciò non vuol dire brutto, triste o cose simili. È stato particolare, nuovo.

La magia vera ho iniziato a respirarla la sera del 23, e questa è stata una cosa che davvero mi ha riportato a quand'ero bambino: vedere la mia sorellina norvegese scrutare attentamente fuori dalla finestra, nella speranza di vedere Julenissen (Babbo Natale, per noi italiani) passare di fronte alla luna mi ha regalato una di quelle emozioni che non hanno tempo. La magia del Natale è questa, credere in un qualcosa. Credere nel domani, in un regalo inaspettato che venga da chissà dove. È la speranza che ci riempie, che rende il Natale differente dagli altri giorni.
Ieri è stata una giornata ricca di emozioni e momenti forti. Una giornata fatta per la famiglia, per i sorrisi rassicuranti liberati da visi colmi di sogni e di ricordi, un mix esplosivo. Auguri, regali e biglietti, quelli vengono dopo. Il regalo più grande era stare lì tutti insieme, sotto una candela, a manifestarci il nostro volerci bene.

A mezzanotte, poi, è stato il trionfo dei buoni sentimenti: non mi vergogno a dire che è stato con tutta probabilità il momento più carico di emozioni della mia vita.
I regali fanno sempre piacere, ma io sono da sempre uno che apprezza di più le cose piccole ma cariche di significato. Avevo dieci regali ed una lettera, ma sapevo che sarebbe stata proprio quest'ultima a colmarmi. Una volta aperta la busta, leggere la calligrafia di mia mamma e sentire (forse solo nella mia immaginazione) il suo profumo, è stata la più grande emozione che mi possa ricordare. Conteneva le parole che mi volevo sentir dire in quel momento, frasi che venivano dal cuore della mia famiglia, ora lontana da me. Era impossibile trattenere le lacrime, e allora non mi sono neanche sforzato di farlo: ho semplicemente seguito il corso degli eventi, e in quel momento mi portava a scoppiare in un pianto che non è mai stato così vero. Lacrime fatte di gioia, di stupore e di amore. Non esisteva traccia di tristezza, tutt'altro. Grazie.


Ora ci si sveglia e per me il Natale è già finito. Una giornata che si aspetta per 364 giorni e se ne va' con una velocità incontrollabile. Ma aprendoci, senza conservare tutti i nostri desideri solo per questo avvenimento, sarà Natale tutti i giorni.

Buon Natale a tutti.

Matteo.