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lunedì 21 febbraio 2011

Teo, che non fa il Matteo.


Rieccomi qua, non sono sparito. :) Sono passati una decina di giorni dal mio ultimo intervento, e solitamente non amo lasciare così tanto spazio vuoto tra ciò che scrivo.
Anyway (“cmq” ma detta in inglese mi affascina il triplo), non avevo cose da scrivere. E non ne ho ancora! O meglio, mi spiego bene. Non sul mio genere. È un periodo molto acerbo riguardo ad emozioni e sentimenti, perciò oggi preferisco trattare argomenti più “alla mano”, mi cimento nel brutto mondo dell'attualità.


Nella settimana appena trascorsa, si è svolto il Festival di Sanremo. Non che abbia mai attratto la mia curiosità, però vista la partecipazione del grande orgoglio lariano Davide Van de Sfroos, non potevo evitare di guardarlo.
Si è chiuso con la vittoria di Vecchioni, senza dubbio autore di una canzone meritevole. A suscitare il mio dubbio però non è neanche il secondo posto firmato Modà-Emma, quanto il terzo posto di un Albano già escluso (e poi ripescato) la prima sera. Ce le vedo io, le vecchiette over80 tutte infervorate (con orgasmo annesso quando hanno visto che faceva parte dei 3 filnalisti) ad inviare sms per il beniamino dei nostri nonni. Tornando al beniamino del Lario, è stato lui la vera sorpresa in positivo di questo Festival. Sono di straparte, ma credo che la sua canzone sia forse l'unica capace di movimentare un po' gli ascoltatori, e chissà che questa Yanez non possa diventare un tormentone in vista dell'estate.


Che dire su altri artisti, presentatori e comparse? Oltre all'inascoltabile Tricarico, con una nenia che potrebbe fungere solo da colonna sonora ad accompagnare un suicidio di massa, e alla Patty Pravo, riesumata dalla tomba giusto per cantare due volte la sua canzone prima di essere diligentemente posata di nuovo nel suo sarcofago, gli altri restano senza infamia e senza lode (anche se tanti molto più vicini all'infamia). Ci si aspettava ovviamente di più da una deludente Giusy Ferreri mentre invece resto piacevolmente sorpreso dai La Crus.

Morandi come presentatore è un insulto a chi lo fa di mestiere. Anche se va apprezzato l'impegno che ci ha messo, condurre non è proprio il suo lavoro. La Belen e la Canalis tanta roba (da vedere) e non proprio da buttare via come co-presentatrici, forse il meglio tra lo scarso al momento in circolazione.
Luca e Paolo divertenti le prime serate, ma poi a furia di
Berlusconi, bunga-bunga e Ruby Rubacuori sono diventati un po' troppo prevedibili e noiosi. Comunque sia, ampiamente sopra la sufficienza.

Come ospiti mi sono gustato Benigni, un vero genio mai banale e sconato, e De Niro, con annessa traduzione momentanea del duo Canalis-Morandi. Per quanto volessero darci prova dell'internazionalità di Elisabetta, era meglio se facessero fare il suo lavoro all'interprete RAI.
Il resto me lo sono perso, e quindi non giudico.

Quanto a me, la mia vita tra neve e natura di Norvegia procede tranquilla, forse anche troppo.
Ieri mentre raggiungevo con il pullman della mia squadra il luogo della partita, ho capito quanto sono in un altro mondo: sulla strada che costeggia il mare, ho avuto il piacere di ammirare dal finestrino lo spettacolo di delfini ed orche, a poche decine di metri dalla riva. Una cosa normale. Mentre al ritorno in serata erano renne ed alci a farci compagnia ai margini della carreggiata. Queste cose mi mancheranno.

Sono appunto reduce da un ricco weekend calcistico. Ho finalmente iniziato la stagione calcistica con l'Høken, la mia squadra norvegese. Per la prima volta gioco con una maglia “mia”, con nome e numero. PAVANELLO 51, e ditemi se non fabbbbrutto!. Perchè il 51? Semplice. Il numero 6 apparteneva già ad un altro ragazzo, allora ho optato per un 5+1.
Le partite della vinterserien (letteralmente “serie d'inverno”) si giocano in uno stadio al coperto a due ore e poco più da Andenes, il mio paesino. Dato che giocavamo sia si sabato che di domenica, mi sono assorbito una decina di ore sul pullman, che però sono passate velocemente tra musica, caffè e risate.
Poi si scende in campo..eh che magia! Mi mancava da 9 mesi. Finalmente sono tornato a respirare l'aria tipica del pre-partita nello spogliatoio, i rituali portafortuna, i pensieri, le aspettative, la carica. MioDDDio se ne avevo nostalgia!

Come i risultati conseguiti nel weekend, vi lascio con una domanda: se giochi due partite, una la vinci e una la perdi, sei felice della vittoria o resti con l'amaro in bocca per la sconfitta?

Hilsen fra Norge, Matteo.