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mercoledì 23 febbraio 2011

Vivere e rivivere.


Va che storia.. poco fa dicevo di non avere niente da dire mentre oggi ho talmente tanta voglia di scrivere che alla fine combinerò un patatrak che invece di risultare piacevole, sembrerà solo un casino. Vabbè, proviamoci a riordinare questo uragano di parole che mi gira intorno, troppe parole. Il troppo stroppia.

Le idee cambiano nella stessa velocità con cui lo fa il tempo, qua, persi centinaia di km sopra in Circolo Polare. Non sono nuvole alte quelle che coprono la mia testa, è una spennellata di grigio azzurro che se alzo un braccio quasi la tocco.
Musica nelle orecchie, “che strano”, la mia compagna di viaggio, di vita. C'è sempre stata, ed è una delle poche cose che sicuramente nella mia vita non mancherà mai. Che cosa sarebbe vivere senza musica? Una colonna sonora serve sempre, è come un post-it allegato con un fermafogli ad ogni testo del passato. Ci riporta una persona, ad una storia, ad un amore che si è preso il tempo di una sera e a quello che ancora ci tormenta di notte. Ci riporta imprese, avventure e l'affetto (forse solo il suo ricordo) di cui abbiamo bisogno.


<<..Certe vite passano, leggere come le canzoni, e dietro le canzoni vanno.
Certe vite sfumano, veloci come le canzoni, e dentro le canzoni stanno..>>
(Non dovete badare al cantante, Ligabue).

Ascolto spesso canzoni in voga qualche mese fa e nella mia testa si appiccicano ricordi invadenti o meno, che mi porto dietro da quando le radio passavano quella musica. Non amo la musica “in voga”, sono fatto così anche io ciò che vivo: gusto il presente ma amo portarmi appresso uno zaino pieno di quello che era, quello non è più e anche un pizzico di quello che mai sarà.
È uno zaino da cambiare, troppo piccolo e liso per contenere dentro tutto, ma in questo momento non ho voglia di mettermi a svuotarlo per filtrare il dilettevole dal superfluo. Se ce l'ho posato dentro vorrà dire che anche quello ha avuto il suo tempo e il suo importante significato, e anche lui il suo posto se l'era guadagnato. (<<Matteo cazzo, invece dovresti imparare a svuotare.>> <<Lo so.>>).

Il problema è che nello zaino che le mie spalle stanno sostenendo, la maggior parte dello spazio è occupato da promesse fatte e ricevute, tante delle quali sono rimaste incompiute. Promesse troppo ingombranti per potersene privare, conservate spesso solo per la speranza flebile ed invisibile, speranza di vederle un giorno realizzate.

..Questa qua è per te, e anche se non e` un granché, ti volevo solo dire che era qui in fondo a me. E` per te che lo sai di chi sto parlando dai, e ti piacerà un minuto e poi te ne scorderai..”
(Viva!, Ligabue).


C'è n'è un'altra del Liga, altro giro altra corsa. Una canzone da “vivere e rivivere”.
Fuori la vita e spazio ai sogni, un abbraccio grande.

Matteo.