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sabato 16 ottobre 2010

16.10.2010

Ogni canzone ha dentro un pezzo della tua vita. Un ricordo, una situazione, un semplice attimo.

Ci sono poi alcune canzoni che senti dentro più di altre, alcune canzoni che ti prendono il cuore e te lo stringono. Magari un ricordo bello, magari uno brutto. Un ricordo. Che bella parola.
R I C O R D O

Sono ormai lontano da casa, dalla mia gente, da ormai due mesi. Ragion per cui, ora come non mai, la parola ricordo suona ricorrente nella mia vita. Li trovo appunto dentro una canzone, dentro uno sguardo, dentro un brivido. Li trovo ovunque. Il ricordo è un attimo strappato al tempo, un flashback che ti porta dalla tua vita reale al tuo immaginario, fatto di foto più o meno sbiadite.
Quando proviamo a ricostruire qualcosa che è avvenuto nel nostro passato, ragionevoltente il nostro conscio si pone diverse questioni: avrei voluto andasse cosi? Sarebbe stato meglio fare in un altro modo? Come sarebbe stato se...? E' un classico.

Ciò che siamo, che rappresentiamo, non è altro che il risultato delle nostre scelte, e che belle o brutte che siano state, ci hanno costruito.

Nell'ultimo anno, di scelte ne ho fatte tante, e di importanti. Ho scelto di cambiare squadra di calcio (direte, “che cazzata”. Beh provate voi a cambiare squadra dopo 12 anni!) e mi è andata bene. Ho scelto di iniziare la carriera da allenatore e mi è andata bene. Ho scelto poi di porre un po' meno importanza alle cose futili e dare più “corda” alle questioni che invece meritano più attenzioni. E mi è andata bene. Poi però ci sono anche quelle scelte a cui non mi so, o forse non mi posso ancora dare una risposta: ho terminato storie d'amore, ho lasciato la mia famiglia, ho lasciato i miei amici. Tutto questo per andarmene un anno via, da solo, e vedere com'è. Mi sono messo in gioco, ho provato ad uscire dall'abitudinario e fare qualcosa che non tutti sarebbero in grado di fare. Non mi posso ancora dire però se mi è andata bene anche stavolta, dovrò aspettare altri 8 mesi e mezzo per potermelo dire.

Certo a volte è proprio dura. In alcuni momenti l'unica frase che scorre ben chiara nel tuo cervello è “Ma chi cazzo me l'ha fatto fare?”. Io! Sono qua perchè io l'ho scelto e sono contento di ciò, sono contento di come stanno andando le cose e sono contento di affrontare gli ostacoli da solo. Cadere magari, ma rialzarsi. A testa alta, sempre.

Ogni giorno che mi si apre davanti è una nuova pagina di questo libro. Una pagina bianca, che devo solo apprestarmi a scrivere con le mie azioni, con il mio quotidiano. Niente è scontato, niente è già scritto. Ma la penna per farlo c'è, è sempre lì davanti a me. Devo scrivere io il mio libro, e impegnarmi per far sì che sia il migliore possibile.

E non mi resta altro che (provare) a far sì che sia così.

Buonanotte a voi.

Matteo.