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sabato 23 ottobre 2010

In bilico.

Siamo come d'autunno sugli alberi le foglie.”

Lo scriveva quasi un secolo fa Ungaretti, mentre parlava di guerra. Noi non siamo in una guerra vera, istituzionale, con armi e morte. Perfortuna. Noi siamo nella guerra quotidiana, nella battaglia di ogni giorno. Noi ogni giorno proviamo a credere, a fare, a sperare. Siamo come le foglie, appese magari per un filo, che ballano il loro walzer lento ed eterno ad ogni soffio di vento freddo. Non sappiamo come sarà il domani, non sappiamo quale altra sorpresa troveremo dietro l'angolo. Non sappiamo se una sbuffata di vento troppo forte ci farà cadere, e ci riporterà sul mucchio delle altre foglie già a terra. Ci piace resistere, fino a quando è impossibile farlo. Se cadiamo, dovremmo solo aspettare il nostro germogliare futuro, sapendo che cadere è normale, nelle piccole cose. Una “caduta” immaginaria. Poi dobbiamo solo aspettare, ma con vigore, il nostro momento per essere belli un'altra volta.

Adesso dobbiamo solo ballare, sulle note di una musica che suona come una poesia, proveniente da una terra lontana. Balliamo, e stiamo attaccati finchè non se ne può più. E guardare sempre la luce, luce che ci bacia tra le nuvole. E guardarla negli occhi questa luce.

Matteo.